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5 esercizi di scrittura che regalano benessere

Qualcuno ha inventato la scrittura almeno 5000 anni fa e a forza di tecnologia la stiamo usando sempre meno.

Sembra una cosa scontata, prendi una penna, fai dei segni e boom! hai messo nero su bianco un pensiero. Una “stringa” della tua mente è diventata tangibile e potrai ricordarla a lungo e lavorarci su. Ma è qualcosa che ormai passa inosservata.

La scrittura a mano libera, penna e carta, aiuta a fare molte altre cose, oltre che memorizzare un pensiero.

Possiamo usarla per scaricare l’accumulo di pensieri, per ricaricarci, per trovare soluzioni ai problemi, per trovare la giusta concentrazione.

1. Scrittura e scarico dei pensieri

diarioQuesto è un esercizio che pratico da almeno 15 anni. L’ho scoperto leggendo un testo di Julia Cameron, “La via dell’artista”. Fra le varie tecniche per risvegliare e potenziare la creatività, c’era questo metodo chiamato “le pagine del mattino”, che utilizzava la scrittura come un flusso di coscienza.

Per l’esercizio si ha bisogno solo di una penna molto scorrevole (pennarello, matita, stilografica, biro) e carta preferita. Io utilizzo da sempre una stilografica perché la trovo la più scorrevole e adatta.

Si mette un segno alla terza pagina se ha una grandezza di un quaderno. Se la pagina è grande come un foglio A4 prevedete solo due facciate.

Staccate e silenziate tutto quello che potrebbe disturbarvi, prendete qualche bel respiro profondo e buttatevi a capofitto nella scrittura di qualsiasi pensiero vi venga in mente, così come vi viene in mente. Buttate giù qualsiasi cosa, anche se non vi sembra avere senso, e mi raccomando non rileggete mai.

Se avete bisogno di fermarvi, coprite lo scritto con un altro foglio e riprendete al più presto. L’importante è il flusso costante, mettere tutto su carta senza preoccuparsi di nulla. Non avrà un senso, non sarà artistico, non vincerà nessun premio letterario, ed è così che dev’essere.

Il fatto che non dobbiamo assolutamente pensarci su, disattiverà il nostro censore interno e darà modo alla nostra “spazzatura interiore” di scaricarsi sulla carta e di essere in parte eliminata o dimenticata.

Finito lo spazio su cui scrivere mettete tutto da parte senza rileggerlo mai. Per la mia esperienza potreste addirittura buttarlo via perché vi sarà solo di intralcio in futuro.

Ricordo che il mio primo quaderno di pagine del mattino era un quadernino di carta riciclata, senza righe (il che facilita un flusso casuale dei pensieri).

Questo esercizio va fatto ogni mattina e se proprio siete pieni di pensieri che non vogliono fermarsi, provate mattina e sera.

Fatelo per almeno una settimana e inizierete a sentirvi più leggeri. Bastano 15-20’ al giorno.


la-via-dell'artista---julia-cameron“La via dell’artista – Come ascoltare e far crescere l’artista che è in noi” di Julia Cameron, rappresenta a tutt’oggi un manuale unico nel suo genere.

È attualmente (e già da molti anni) il libro più citato da artisti, imprenditori, esperti di creatività.

L’idea di fondo del testo è che la via dell’Arte è una via naturale per ciascuno di noi, anche se non sappiamo padroneggiare un’arte in particolare.

Percorrere la via dell’artista, quando riusciamo a superare certi blocchi psicologici e pratici, rappresenta uno dei sentieri più affascinanti per far emergere le potenzialità creatrici di ciascuno di noi, e toccare luoghi inesplorati dentro di sé.

Questo testo è un corso che si sviluppa lungo 12 settimane, con esercizi semplici ed efficaci, e che restituiscono risultati spesso insperati.

Leggi ora “La via dell’artista” di Julia Cameron.


2. Risolvere alcuni problemi

Adoro poter ritrovare la strada della sicurezza e della fiducia in me stesso con la scrittura.

Io faccio in questo modo: la mattina, subito dopo aver fatto colazione, prendo un quaderno e una penna, e rispondo a queste domande:

  • Quali problemi importanti sto evitando di risolvere? (scriverne almeno 3)
  • Quali benefici otterrei nel risolverli?
  • Si inseriscono nel quadro delle cose di cui ho bisogno di realizzare per sentirmi bene?
  • Cosa temo che accada se provassi a risolverli?
  • Cosa mi manca per risolverli? Elenco un’azione per ciascun problema che posso riuscire a fare oggi stesso che preveda: parlare con qualcuno per affrontare una situazione, acquistare uno strumento, chiedere un preventivo, chiedere informazioni, esporre il mio problema a qualcuno e chiedere consiglio, etc.

Rispondendo così a queste domande e prendendo atto di ciò che va fatto si sprigiona in me, ogni volta, una grande energia e un senso di fiducia che mi aiuta a prendere in mano la situazione ed agire.

3. Diario

diario-giornalieroAncora oggi il diario è un ottimo modo, non tanto per ricordare le nostre giornate, quanto per mettere ordine nelle nostre idee.

Un buon diario va scritto ripensando a ciò che ci è accaduto, riportando ipotesi più che giudizi, speranze, emozioni, percezioni e buoni propositi. Certo anche scrivere perché si è arrabbiati può andar bene, ma per cose così consiglierei di più il primo esercizio.

Il momento migliore per scrivere il diario, secondo me, è a fine giornata. È un atto conclusivo di riappacificazione con noi stessi, di sistemazione delle idee. Inoltre lo stesso ricordare cosa sia accaduto durante la giornata ci aiuta a raggiungere un certo stato di serenità e migliora la nostra memoria.

Annotate sempre: “cosa c’è stato di buono oggi” valutando anche la parte positiva di ogni fatto accaduto, “cosa mi ha aiutato a migliorarmi” cercando di capire in che modo un problema è al tempo stesso un’occasione di miglioramento (specialmente quelle che tendono a ripetersi).

È utilissimo anche fare il quadro della situazione e organizzare le attività del giorno dopo, cercando di immaginarci come risolveremo le varie problematiche che si presenteranno.

4. Parlare con un vecchio saggio

saggioPensate se poteste parlare in ogni momento con una persona che stimate molto, che sa consigliarvi per il meglio, che sa essere equilibrato e gentile con le parole per riportarci sulla via dell’armonia.

In realtà c’è un modo per riuscirci. Bisogna solo usare un po’ la fantasia e provare.

Prendete carta e penna e sedetevi in un ambiente accogliente, comodo, sereno, profumato. Utilizzate musica rilassante per meditazione e chiudete gli occhi.

Immaginate che vi sia stato accordato di parlare con un grande saggio, dagli occhi intensi e compassionevoli. Immaginate che sia lì pronto ad ascoltarvi ed aiutarvi a fare chiarezza nella vostra vita. Immaginate che vi dica: “cos’è che ti tormenta tanto? Raccontami tutto…” e detto questo aprirete gli occhi e inizierete a scrivere il vostro racconto.

Poi immaginerete anche le sue parole, quelle di una persona che ha raggiunto la pace interiore e sa comprendere il vostro dolore e le vostre fatiche per vivere bene, e scriverete anche le sue parole. Scrivete il dialogo così come viene.

Il vecchio saggio risponderà a tutte le vostre domande e vi aiuterà a capire, a volte anche domandandovi qualcosa per aiutarvi a trovare da soli le risposte.

Immaginate nel miglior modo possibile anche l’ambiente in cui vi troverete a parlare col vecchio saggio e una volta terminato il vostro dialogo, salutatelo e congedatevi da lui nel migliore dei modi.

5. Trovare la concentrazione

Quando ho bisogno di ritrovare il focus, o per mettermi in moto con la mente, di solito uso uno strumento sottovalutato pressoché da chiunque: i riassunti.

Sì, perché saper fare un buon riassunto non è da tutti, ma porta con sé enormi benefici a livello mentale e pratico.

Un buon riassunto si realizza innanzitutto diminuendo il numero di parole usate in un testo. Bisogna usare il più possibile parole proprie, personali e non del testo, per avere una qualche efficacia. Io utilizzo sempre per questo un dizionario dei sinonimi e contrari.

Si selezionano i concetti importanti e li si sommano cercando di semplificare il tutto. Si punta alla generalizzazione, non alla specificità. Se nel testo vengono indicati ad esempio “pasta al pomodoro, frutta, pane” potremmo voler semplificare con la parola “carboidrati” o “cibo” o “alimentazione”. Ovviamente dipende dal contesto e dall’obiettivo finale.

Si creano anche collegamenti nuovi, fra concetti distanti fra loro nel testo che si riferiscono alle stesse cose.
Se riusciamo ad elaborare il testo in qualcosa di sufficientemente personale, non solo l’avremmo imparato in maniera quasi spontanea, ma ci sarà più facile anche ricordarlo.

Inoltre la nostra mente avrà eseguito esercizi di analisi, elaborazione, sintesi, sostituzione, visione d’insieme e memorizzazione. Questo porterà il beneficio di una maggior concentrazione e di una capacità di valutare meglio situazioni nella vita reale.

Consiglio di usare testi brevi e auto-conclusivi, come piccoli articoli di giornale, trame di film, storie di ispirazione.

In conclusione

Provate uno o più di questi esercizi e fatemi sapere se funzionano per voi o se avete varianti interessanti e altre proposte che riguardano la scrittura.

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