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Relazioni Sviluppo Interiore

La magia che scaturisce guardandoci negli occhi

Qualche tempo fa, sui social, venne pubblicato un video che fece il giro del web. Lo ricorderete anche voi, probabilmente: la performance di Marina Abramović al Moma nel 2010.

In quell’occasione l’artista montenegrina (naturalizzata statunitense) sedeva ad un tavolo di legno chiaro, e per diverse ore al giorno si trovava a fissare negli occhi chiunque gli si sedesse di fronte, senza pronunciare alcuna parola, mai.

In più di un’occasione si instaurò qualcosa fra i partecipanti (che si davano il cambio) e l’artista: emozione, commozione, energie, consapevolezze istantanee. Anche la stessa Abramović pianse quando si trovò d’improvviso, seduto di fronte a lei, un suo ex compagno, un amore del passato.

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La performance di Marina Abramović, Moma 2010.

Quel video fece breccia anche in noi spettatori digitali, ci meravigliò, ci sorprese, come qualcosa di cui avevamo bisogno. Io stesso però accantonai per un po’ l’idea di quel guardarsi fisso negli occhi fra estranei (eccetto poi l’evento con l’ex compagno) e me lo dimenticai.

Capitai tempo dopo di fronte al video dell’esperimento di SoulPancake (agenzia di comunicazione che crea contenuti di successo e che possiede un canale Youtube), che si avvicinava un po’ al video del Moma.

Nel video intitolato “How to connect with anyone” (Come entrare in contatto con chiunque), alcune coppie si guardavano negli occhi per 4 minuti, senza parlare. In questo tempo sentivano (vedevano) accadere qualcosa di totalmente nuovo fra loro, qualcosa che sembrava scaturire dal nulla.

Potevano essersi appena conosciuti, o essere sposati da decenni, vedevano liberarsi la magia del sentirsi vicini che sbocciava inesorabile, come un toccarsi di anime che non avevano mai provato prima niente di simile.

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Un momento di “How to connect with anyone” di SoulPancake

Lo spunto per quel video venne preso da un articolo del 2015 del New York Times, di Mandy Len Catron  (che a sua volta citava uno studio del Dott. Aron su come far sbocciare l’amore fra le persone con 36 domande). In quell’articolo la Catron provava con un suo amico quelle domande facendo seguire, appunto, 4 minuti di sguardi, senza parlare.

A detta della giornalista ciò che avveniva durante quei pochi minuti di silenzio era del tutto singolare. Non solo sentiva di guardare attentamente qualcuno (che già conosceva) come fosse la prima volta, ma provava un rinnovato senso di lucidità, empatia, consapevolezza (e lieve stordimento per ciò che accadeva).

Sentiva, allo stesso tempo, di essere essa stessa guardata con attenzione da un altro essere umano come mai prima d’ora, e che questa era un’emozione unica ed energizzante.

Qualcosa che di solito non accade spesso, salvo rare eccezioni.

Occhi che non osservano, scintille che non scoccano

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Igor Sibaldi

 

Come diceva Igor Sibaldi nelle conferenze sul suo libro “Eros e Amore”, se facciamo caso a ciò che accade quando ad esempio siamo in metropolitana, possiamo capire tanto di noi, della nostra società e del suo sentirsi sempre scarica.

Sibaldi faceva notare come in metropolitana non esistano (più?) gli sguardi fra le persone. Quelli di approccio, quelli intensi di poesia, quelli di curiosità, di scoperta.

Attraverso gli occhi può prendere vita l’eros e il nostro accorgerci delle cose nel mondo (vi consiglio di leggere il libro o guardare una sua conferenza online).

Attraverso gli occhi noi ci accorgiamo degli altri e gli altri si accorgono di noi. E mentre siamo intenti ad osservarci l’un l’altro, iniziamo a conoscerci e l’emozione sale.

Senza sguardi cessa il palpitare del cuore e il fascino misterioso di capire chi abbiamo di fronte. Di contro, aumenta la chiusura dentro una sorta di gabbia di vetro opaco (le nostre percezioni), da cui possiamo vedere solo cose sfocate.

La nostra è una società che non si guarda negli occhi, nemmeno mentre dialoga. Non solo in metropolitana ma ovunque: al supermercato, per strada, in libreria, in famiglia. A malapena si saluta e si ringrazia.

Siamo una società di individui schivi che evitano di osservarsi, forse per fragilità. Gli unici sguardi sono ràpidi, da prede impaurite che si assicurano di non correre pericoli.

Evitando di scrutarci nelle iridi, di provare a leggerci l’anima in profondità, abbiamo guadagnato un enorme distacco. Non solo dagli altri, ma anche dai noi stessi. Dalle potenzialità di trovarci nudi e crudi di fronte a qualcuno che fa lo stesso con noi e sentirci in armonia.

Creare una magica intimità

Pare quindi che proprio mettendosi uno di fronte l’altro (amici, amanti, parenti, sconosciuti), e guardandosi dritto negli occhi per diversi minuti, scaturisca qualcosa di molto intenso dentro di noi e tra di noi.

Sappiamo che con gli occhi trasmettiamo molto di più di ciò che pensiamo, specialmente cose che sfuggono al nostro controllo cosciente, quindi altamente spontanee. È qualcosa che i mentalisti conoscono molto bene, insieme a chi si è un po’ allenato a carpire significati e messaggi dalle più lievi espressioni facciali delle persone (io sono uno fra quelli).

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Proprio per questo alcuni giocatori di poker professionisti indossano occhiali da sole così da celare emozioni e pensieri inconsapevoli che non possono essere controllati, ed evitare di farsi leggere in volto (la famosa poker-face” di cui cantava Lady Gaga).

“…con un contatto visivo prolungato… ci si sente vulnerabili di fronte ad un altro essere vulnerabile ed entrambi estremamente presenti.

Quando c’è un contatto visivo prolungato, intenso, ci si sente vulnerabili di fronte ad un altro essere vulnerabile ed entrambi estremamente presenti. Le distanze diminuiscono come sotto un incantesimo e cresce il senso di intimità. Ci si sente più veri. Per questo somiglia all’esperienza di due anime che si incontrano per la prima volta.

Possiamo provarlo in qualunque momento: con un partner da cui ci sentiamo distanti, al primo appuntamento, o anche in metropolitana per emozionarci un po’. Non c’è niente di male nel far scaturire qualche scintilla, anche se siamo impegnati in un altro rapporto. Cerchiamo solo di creare piccoli incantesimi per prendere consapevolezza delle energie nascoste dentro e intorno a noi.

Cosa sarebbe la nostra società se riscoprissimo il valore di far incontrare i nostri sguardi per qualche minuto senza parlare?

Cosa ne pensi?

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