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Il Mistero nelle nostre vite

Cos’è il Mistero?

Il Mistero è la sensazione che proviamo quando la nostra parte animale non ha il controllo della situazione, non sa cosa sta accadendo, ma si incuriosisce ugualmente, cioè rimane in un certo senso positivamente fiduciosa. È quel momento in cui, di fronte a qualcosa di nuovo, siamo pronti tanto a fuggire quanto a sbalordirci completamente e goderci l’esperienza.

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Fa parte di certo di ciò che ci portiamo dentro da millenni, la capacità di entrare in leggero allarme, cercando di discernere ciò che stiamo sperimentando, per capire se si tratti di un pericolo o di uno spettacolo a cui assistere.

Il Mistero è come un sentiero in un bosco, di notte, dove piccole lucciole galleggiano nell’aria, confondendosi con il cielo stellato. Abbiamo timore ma la bellezza che abbiamo di fronte ci spinge a proseguire nel nostro viaggio. Ogni scricchiolio ci fa drizzare le orecchie, ogni movimento nell’oscurità ci accende i sensi. Ma la paura rimane sotto una certa soglia e ci sentiamo meravigliosamente vivi.

Il Mistero ha a che fare con un senso di magia, umiltà, esplorazione, scoperta e unione con le nostre risorse più profonde; con quella possibilità di stupirsi che è una concessione che facciamo a noi stessi quando siamo capaci di amare il mondo e le sue innumerevoli sfaccettature e rappresentazioni.

Ci possiamo stupire solo quando non rimaniamo ancorati, e lasciamo andar via vecchie idee che ci hanno logorato per troppo tempo, quando non abbiamo paura di provare a scoprire qualcosa di diverso.

Quando perciò abbiamo troppa paura a lasciarci andare al nuovo, non possiamo sentir scorrere in noi questa emozione.

Un’emozione che non dovrebbe mai mancare

Il senso del Mistero è qualcosa di cui abbiamo bisogno. Ci fa sentire vivi, connessi, acuisce i nostri sensi. Non dico certo che dobbiamo farne esperienza continua dalla mattina alla sera (anche se mi piacerebbe provare cosa accade se provassimo ad essere a contatto col mistero per ore e giorni).

“Il senso del Mistero è qualcosa di cui abbiamo bisogno. Ci fa sentire vivi, connessi, acuisce i nostri sensi.”

Dico che quando manca l’esperienza del Mistero viene a mancare la stimolazione di una parte decisiva di noi, necessaria per tenerci in equilibrio.

Senza Mistero le cose appaiono piatte, prive di profondità. Senza Mistero finiscono i rapporti, gli obiettivi perdono di valore, le vittorie non hanno sapore.

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C’è Mistero quando ascoltiamo una storia interessante e ci chiediamo come andrà a finire; quando ci piace qualcuno e lo invitiamo ad uscire, e aspettando la sua risposta, ci batte il cuore.

C’è Mistero quando abbiamo un certo timore ma lo affrontiamo con coraggio accettando la sfida; quando vediamo lo spandersi delle possibilità di fronte a noi e senza avere certezza di nulla partiamo per un viaggio.

Nel Mistero accettiamo e ci uniamo all’esperienza che si sta verificando davanti a noi. Non sappiamo dove ci porterà, ma sentiamo che ha per noi uno strano richiamo e vogliamo tentare di arrivare fino in fondo.

Cosa accade nelle realtà di ogni giorno

Ho notato che in molti casi, nella nostra società (parlo quindi di quella italiana o comunque “occidentale”, di massa), il senso e l’esperienza del Mistero siano perlopiù inesistenti o vengono tenuti sotto controllo. Almeno non sono presenti quanto credo che ne avremmo bisogno.

Molte delle cose che riguardano le nostre vite vengono pensate e organizzate affinché non ci sia alcun tipo di Mistero. Tutto ordinato, rassicurante, innocuo, chiarito in spazi, esperienze, relazioni.

È vero che fa parte del concetto di “benessere” avere una vita serena, tranquilla, in cui si pensa che meno imprevisti ci sono meglio è. Questo perché dato l’elevato tasso di preoccupazioni in cui siamo immersi, risulta difficile abbandonarsi volontariamente all’imprevisto. Ma l’assenza completa di Mistero mi sembra che mandi in corto circuito la società e le tolga un importante fonte di nutrimento emozionale.

“…nella nostra società… il senso e l’esperienza del Mistero siano perlopiù inesistenti o vengono tenuti sotto controllo.”

La voglia di sperimentare il Mistero rimane, magari debole, ma non credo che muoia mai davvero. Penso che chiunque possa aver voglia di stupirsi o rimanere piacevolmente stupito da qualcosa di inaspettato. Quella voglia forse viene sommersa dai doveri, dall’eccessiva paura o aderenza alla tradizione, dalle regole, da ciò che ci si aspetta da noi, dai riti, dalle troppe certezze e dalle nozioni diffuse e accettate nella società in cui si vive (a discapito di quelle nuove, fuori dal coro, rivoluzionarie).

Quando non si soddisfa il bisogno di Mistero

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Un personaggio di un videogioco di ruolo, World of Warcraft
Di tanto in tanto, qualcuno stanco di sentirsi spento esplode, o gli esplode dentro quella necessità di emozionarsi. Così decide che vuole provare qualcosa di forte o fare qualcosa di molto sciocco, magari solamente insensato per quel mondo piatto in cui è rimasto immerso per troppo tempo. Cerca di perdere il controllo, di fregarsene delle responsabilità e della paura delle conseguenze. Si ricorda cosa vuole e va a prenderselo.

Sport estremi, esperienze al di fuori delle consuetudini sociali, lasciare all’improvviso tutto e andar via: sono tutti modi per rientrare in contatto con una parte unica di noi, più istintiva e primordiale. Sono punti di ingresso ovviamente, anche se qualcuno ne rimane risucchiato tutta la vita.

Lo stesso dicasi per chi si converte a religioni e tradizioni lontanissime dalla propria esperienza, o chi va a vivere lontanissimo dalla propria città natale. È il fascino di qualcosa di sconosciuto che ci spinge a certi cambiamenti.

È per questo che poi le persone hanno bisogno di vedere film emozionanti (le donne prediligono le grandi storie d’amore, gli uomini i thriller o i film d’azione); di giocare a videogiochi ansiogeni o che hanno a che fare con la magia (come i giochi di ruolo; ricordate l’articolo su Pokemon Go?); guardare tragedie in Tv o sui social; star dietro al sensazionalismo dei media.

Sapete perché funzionano? Perché facendoci piombare in una situazione in cui non abbiamo alcun controllo, in cui tutto ciò che sapevamo non ci protegge più, richiama dentro di noi altre risorse ed energie enormi.

Intuito, coraggio, spirito d’iniziativa, creatività, istinto di sopravvivenza, praticità. Si smette di aver paura e di pensare troppo, e, col poco o nulla che si ha a disposizione, si affronta una situazione o una nuova vita.

L’esperienza del Mistero ci dà la possibilità di ricongiungerci con una parte fondamentale della nostra essenza. Dimenticarlo ci spinge in vite ovattate per anni e decenni, vite che sembrano rassicuranti ma che ci avvelenano poco per volta fino a spegnerci per sempre.

Quanto Mistero c’è nella tua vita? Ne vorresti di più o di meno?

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