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Abilità Allenamento

Neurotipi, Motivazione E Potere Interiore

“Il miglior modo per predire il futuro è crearlo.” — Peter Druker

La ricerca di soddisfazione è al centro dei nostri desideri, ne abbiamo un enorme bisogno, anche se non ce ne rendiamo conto. Desideriamo qualcosa che aumenti la nostra motivazione e scateni i nostri talenti migliori, per poter agire in maniera virtuosa e riversare in essa tutte le nostre energie. Cerchiamo coinvolgimento in quello che facciamo per poterlo fare al meglio.

Nel giro di qualche settimana, due miei contatti di Facebook (che non si conoscono), lettori de il Flusso Magico, mi hanno chiesto come potrebbero scegliere un’attività fisica per praticarla senza smettere. Ci ho riflettuto un po’ e, lì per lì, credo di aver risposto a entrambi che non smetti di fare qualcosa se sei fortemente motivato. Non smetti di impegnarti in qualcosa se hai la giusta ricompensa in termini di risultati, sensazioni positive, crescita, miglioramento.

Avevo bisogno di informarmi meglio, e ciò che ho finito per trovare è tanto sorprendente quanto utile.

Alla ricerca della motivazione giusta

Se un’attività ci soddisfa ne siamo completamente rapiti, sentiamo ogni cellula del nostro corpo connettersi con essa e rigenerarsi, sosteniamo meglio le difficoltà della vita, impariamo più velocemente e ci stanchiamo meno.

Il flusso magico stesso è l’entrata in una condizione psico-fisica-emozionale di armonia energetica. Connessioni del genere ci fanno sentire che siamo sulla strada giusta.

Normalmente non cerchiamo a fondo per trovare qualcosa che si adatti a noi, specialmente se riguarda lavoro, attività fisica, relazioni. Ci impegniamo, per uno strano senso di colpa e di obbedienza ai meccanismi sociali, ad adattarci a tutto. Facciamo cose perché “piacciono a tutti”, anche quelle che non ci fanno stare bene.


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Cerchiamo in sostanza di adattarci alle dinamiche e ai desideri della persona media, la persona “normale”. Se non ci riusciamo ci sentiamo inadatti, miseri, sbagliati. Ma perché cercare di essere come persone medie e limitarci a questo?

Scoperte interessanti

Christian Thibaudeau di Thibarmy.com è un atleta, personal trainer e scrittore di una certa fama. In uno dei suoi articoli sul sito T-Nation ci spiega chiaramente come riesce a far incrementare prestazioni e risultati allenando qualunque bodybuilder, atleta e crossfitter.

Thibadueau, prima di allenarli, li sottopone a un test per capirne la personalità. Ha elaborato infatti un metodo basato sui neurotipi che sembra essere molto efficace. E questo metodo può aiutarci anche nella vita di tutti i giorni.

Incrociando ed elaborando vari studi sulla psicologia, fisiologia e prove personali fatte su migliaia di atleti , è riuscito a capire che non è tanto la genetica il vero ostacolo all’incremento di prestazioni nello sport.

L’ostacolo più grande è non conoscere ciò che ci stimola veramente, che mette in moto in maniera positiva il nostro sistema nervoso. Fare quello che fanno tutti nel modo più comune, quindi, ci toglie potere in tutti i sensi.

Sistema nervoso centrale, personalità e motivazione

Il sistema nervoso è responsabile del reclutamento delle fibre muscolari, della coordinazione nel movimento, ma anche di come e quanto stress accumuliamo. È legato a ciò che ci motiva. Ma cos’è davvero questa famosa “motivazione”?

La motivazione possiamo definirla come uno stato mentale, emozionale e fisico in cui sappiamo esprimere tutto il nostro potenziale. Quando siamo motivati possiamo fare cose straordinarie, ci divertiamo e siamo più disposti al lavoro psico-fisico, ci stanchiamo meno e siamo molto più soddisfatti.

Non tutte le attività quindi ci motivano allo stesso modo.

Neurotipi e motivazione

Thibaudeau ha trovato una correlazione fra sistema nervoso, motivazione, attività svolte e risultati, delineando tre neurotipi principali. Tre tipi di personalità che richiedono determinati tipi di attività per poter sprigionare il loro vero potenziale.

Conoscendo a che tipo di neurotipo ci si avvicina di più possiamo noi stessi scegliere le attività (o le modalità di allenamento, o le situazioni) più efficaci per noi. E questo si può applicare anche ad altre aree della propria vita.

I neurotipi sono legati alla presenza e al funzionamento di neurotrasmettitori e ormoni, e si distinguono così:

  • tipo 1 – l’adrenalico: bassi livelli di dopamina e affamati di adrenalina. Prediligono le emozioni forte, concentrate, intense. Non sopporta la noia e la ripetitività delle attività.
  • tipo 2 – l’armonico: bassi livelli di norepinefrina (associata a sensazioni di autostima e piacere). Hanno bisogno di conferme e ricompense (anche a livello umano) dall’esterno. Amano raggiungere determinati obiettivi.
  • tipo 3 – il perfezionista: bassi livelli di serotonina e perciò bisognosi di riconoscersi in ciò che fanno e dove lo fanno. Non amano i cambiamenti ma le attività ripetitive, chiare, che escludono eventi inaspettati.

Tipo 1: alla ricerca di forti emozioni

Il primo tipo di persona è quello incline all’ira e che ha bisogno di cambiamenti sostanziali, di allenarsi (ma anche vivere) a contatto con l’imprevedibile. Amano le sfide intense in cui rischiano molto. Sono curiosi ed esploratori per natura. Non sono portati per la resistenza quanto per l’uso esplosivo delle proprie energie e capacità. Hanno un temperamento sanguigno, aperto e spavaldo. Ottimi negli sport individuali, ad impatto.

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Tipo 2: il ricompensa-dipendente

Il secondo tipo è un tipo solare, socievole, che sa costruire una buona rete di contatti. Per il loro bisogno di ricevere l’approvazione degli altri possono diventare dipendenti dal giudizio altrui, dal riconoscimento sociale. Saranno sempre disposti ad aiutare gli altri in maniera equilibrata. Ottimi come leader (o registi) negli sport di squadra.

Tipo 3: quello che evita l’imprevisto

Il terzo tipo è dei tre quello più costante, preciso, metodico. Evita i conflitti, esegue le stesse azioni nello stesso identico modo. L’importante è la ripetizione. Tendono ad essere più introversi e riservati degli altri. Ottimi dove c’è da pianificare le attività minuziosamente. Non apprezzano i cambiamenti o i cambi di rotta. Sono dei perfezionisti, non dei creativi.

Visto il lavoro di Thibaudeau e i neurotipi, si può immaginare di poter applicare queste suddivisioni anche alla vita professionale o alle relazioni umane. Ci sarà la persona che si troverà bene in ambiti creativi, dove bisogna affrontare i problemi con grande energia, e chi invece amerà fare lavori ripetitivi da perfezionare nei minimi dettagli.

Una volta che sappiamo chi siamo possiamo letteralmente scegliere consapevolmente come e dove eccellere.

Se smettiamo di fare qualcosa, quindi, non è perché non siamo abbastanza bravi a farla, ma perché forse la stiamo facendo col metodo sbagliato. Un piccolo indizio arriva quando ci accorgiamo di fare fatica ad imparare qualcosa: significa che non si armonizza col nostro neurotipo, col nostro potenziale, coi nostri talenti e il nostro particolare modo di apprendere.

Esiste per ciascuno di noi un modo per portare alla luce il nostro potere interiore più puro e virtuoso, e per essere soddisfatti in tutte le aree della nostra esistenza (quando siamo connessi con qualcosa, siamo in parte già soddisfatti).

Questo modo passa per il saper far funzionare in noi la giusta motivazione secondo il nostro particolare neurotipo.

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