le-ragioni-degli-altri
Relazioni Sviluppo Interiore

Conoscere le ragioni degli altri aumenta il nostro equilibrio interiore

Tutt’oggi mi capita continuamente di sentire persone giudicarne altre e lo faccio anche io. “Quello non è capace, sta sbagliando tutto, è un’opportunista, è un ingenuo…” e via discorrendo. Parliamo quindi di giudizi negativi.

Sembra come se conoscessimo tutti intimamente. Ci risulta molto facile stabilire in un istante il perché qualcuno si comporti in un certo modo e sappiamo con assoluta certezza cosa debba fare per risolvere i propri problemi.

martello-giudice

È interessante notare che giudichiamo tutti senza conoscere veramente le loro ragioni profonde.

Non conosciamo quali fiumi di guai abbiano dovuto attraversare. Non sappiamo quali risorse abbiano a disposizione. Non sappiamo cosa stiano cercando di realizzare nelle loro vite.

Semplicemente guardiamo delle istantanee e tiriamo giù la ricetta perfetta per le vite degli altri. Ma…

Ognuno vive con risorse che gli altri ignorano

Molti anni fa giocavo online. In un server (luoghi virtuali dove si affrontano altri giocatori anch’essi collegati) lessi una frase che mi rimase per sempre nel cuore:

“Non insultate gli altri giocatori, anche quelli più scarsi. Stiamo tutti giocando al massimo delle nostre possibilità.”

È sicuramente singolare trovare un concetto del genere in un videogioco online eppure è di una saggezza infinita. Sono fermamente convinto che ciascuno di noi stia cercando di dare il meglio di sé. E ciascuno lo fa con quello di cui dispone in quel momento.

Quando parlo di risorse mi riferisco a cose come: carattere, storia personale, cultura e famiglia di provenienza. Tutto può influire sul modo di vedere la vita e viverla. La maggior parte delle volte nessuno sta cercando di comportarsi male di proposito (con noi o con gli altri) o fare del male a qualcuno. Sta solo agendo con ciò che ha a disposizione e in base al quale prende decisioni e ha comportamenti istintivi.

Sarebbe realmente molto più utile a tutti, quindi, interessarci alle ragioni degli altri, piuttosto che giudicarli. Conoscere più a fondo gli altri (o almeno provarci) ci permetterebbe di capire molto di più e di trovare una maggior serenità. Infatti avremmo del materiale da “agganciare” all’idea che ci siamo fatti di qualcuno, delle motivazioni reali e non solo delle ipotesi.

mani-fiducia

Niente ci stanca di più di non sapere il perché delle cose e rimanere con un mucchio di dubbi in mano (ed è anche per quello che corriamo a giudicare: per mettere un punto certo su qualcosa di cui non sappiamo abbastanza). Sapere è sempre meglio dell’ignorare completamente.

Giudizi negativi: ma ognuno ha il suo percorso

Accade anche che ci sentiamo pronti a giudicare qualcuno che non si comporta come faremmo noi al suo posto. Ma ci dimentichiamo che non stiamo seguendo tutti lo stesso cammino. Le vie, le possibilità, le opportunità di fare esperienze di vita sono illimitate e ciascuno di noi ha i suoi obiettivi più o meno consapevoli.

“Inutile giudicare gli altri: ciascuno di noi ha i suoi obiettivi più o meno consapevoli diversi dagli altri.”

E visto che non c’è un solo modo giusto di fare le cose, né un solo luogo da raggiungere, né limitate capacità da poter esplorare, come potremmo pensare che noi abbiamo ragione e qualcun altro no? Non sarebbe più costruttivo e interessante interessarci ai viaggi e alle storie degli altri?

Utilizzare spesso giudizi negativi intrecciati di cinismo e sarcasmo fa male a noi quanto a chi giudichiamo male. Ci connette con un dimensione di sfiducia, paura, rabbia che non può farci bene.

La cosa migliore per non impelagarci in flussi di negatività è proprio quella di aprirci noi stessi alle persone, alle loro innumerevoli caratteristiche, volontà e decisioni.

Questo ci permette di collegarci alla ricchezza delle personalità e delle storie umane, sviluppare empatia e compassione. Ci rende più intensamente felici di stare al mondo perché capiamo quali drammi portano le persone a commettere errori, ferire persone, e in certi casi distruggere le loro stesse vite.

viaggio-camera-fotografica-mappa

Una volta compresa la base di disperazione dalla quale qualcuno compie gesti negativi, quei gesti avranno per noi un significato del tutto differente.

È assurdo giudicare il fallimento di un’altra persona secondo i nostri obiettivi. Nessuno fallisce se sta seguendo un suo percorso speciale individuale. Fallisce forse (o meglio perde tempo) chi segue gli obiettivi di tutti (imposti da famiglia, lavoro, cultura, media, marketing, ecc.).

Inoltre consideriamo il fatto che più una persona è in difficoltà per un tempo prolungato più disporrà di risorse limitate per “comportarsi con serenità”. Se una persona è in bancarotta difficilmente potremo aspettarci che sorrida e si comporti come un maestro zen.

Partiamo dal nostro fastidio

Fondamentalmente, dal mio punto di vista, si tratta sempre di capire prima perché ci dà fastidio il comportamento di qualcuno, perché tendiamo a giudicarlo male. Il fastidio non esiste in sé, si genera in noi rispetto alle valutazioni che facciamo (intuitive o di ragionamento che siano).

Probabilmente quello che dentro di noi risuona in modo strano, ci mette in allerta e ci fa sentire a disagio. Questo conferma il fatto che spesso il problema è di chi lo avverte, non di chi vive in maniera spontanea.

È di grande aiuto domandare a sé stessi: “cosa mi dà fastidio di questa persona?” e annotare la prima cosa che ci viene in mente. Dopodiché continuare con: “Ok, mi dà fastidio questa cosa. Perché dovrebbe rappresentare una minaccia per me? Cosa potrei perdere io in questa situazione? Ciò che potrei perdere è reale? Mi riguarda davvero?

Potremmo accorgerci che spesso giudichiamo male qualcuno come forma di difesa rispetto a qualcosa che è solo un’ipotesi. E giudichiamo male perché abbiamo paura.

yoda-PAURA-ODIO-IRA

Quindi o si collabora, costruendo ponti di comunicazione e fiducia via via più in profondità, o si rimarrà sempre al livello del “combatti o fuggi”, pieni di rancore, cinismo, negatività e perciò sofferenza.

Inoltre, senza un modo costruttivo di valutare le persone cercando di conoscerle bene prima, perderemmo milioni di possibilità di imparare qualcosa dagli altri, dalle loro storie, dalle loro esperienze.

Chi poi è abituato a giudicar male tutto e tutti (“il mondo è brutto e cattivo, la vita fa schifo, non devo fidarmi di nessuno…”) addosserà colpe verso tutti tranne che verso sé stesso. Saranno semi sparsi ovunque, e quei semi daranno frutti che non saranno né buoni, né nutrienti.

Prima di giudicare qualcuno quindi…

Se pensiamo che qualcuno abbia commesso un’azione sbagliata che ha danneggiato sé stesso, noi o qualcun altro, una delle cose migliori che possiamo fare è interessarci a cosa sia accaduto nella mente e nel cuore di quella persona. Meglio chiedere quindi “cosa ti è accaduto? Perché hai pensato fosse giusto o utile fare così” piuttosto che dare tutto per scontato.

Ci dà la possibilità di affrontare meglio le situazioni e di aumentare le possibilità di risolverle davvero. È risaputo che nessuno è disposto a cambiare o a trovare un compromesso con noi se prima non si sente compreso ad un certo livello di profondità.

E questo è utile a tutti poiché, attaccando qualcuno e giudicandolo senza compassione, lo costringeremo a porsi sulla difensiva, peggiorando i suoi comportamenti nel futuro e aumentando la negatività intorno a noi.

Solo chi si sente compreso in profondità è disposto ad ascoltare consigli e altri punti di vista perché è il senso di fiducia che fa sentire vicine le persone e le rende disponibili a valutare altri modi di essere e di comportarsi.

Cosa ne pensi?

Accordo Operativo Amazon

Il Flusso Magico partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it

Sblocca Il Contenuto Con i Pulsanti Sotto e Aspetta Qualche Secondo




Condividi con un amico