realizzare desideri
Abilità

Desidèri: cambiare approccio per realizzarli

È stato scritto e detto tanto in merito alla realizzazione dei desideri e degli obiettivi, eppure ancora oggi molti non sanno cosa devono fare. A volte raggiungiamo uno stato di parziale soddisfazione che però non dura nel tempo e ci fa smettere di riprovarci.

Capita che per raggiungere qualcosa ci si aggrappi ai più svariati approcci. C’è chi spera che tutto si avveri da sé (fra questi ci sono gli amanti degli oroscopi, convinti che i pianeti controllino i loro umori), e chi si affida alla propria iperattività. Un approccio equilibrato è farsi carico del proprio destino ma sviluppare anche empatia col mondo circostante.

Quello che si dovrebbe conquistare in ogni caso è un bagaglio di conoscenze e convinzioni che ci permetta di realizzare cose durature e più soddisfacenti.

Desideri e ambiente

Il luogo in cui siamo “immersi”, cioè la società, è al tempo stesso organismo e ambiente. Non solo ha le sue regole di funzionamento, i suoi valori e le sue dinamiche, ma fa di tutto per mantenersi identica nel tempo. Non amando il cambiamento, le società non amano che le persone diventino autosufficienti e soddisfatte. Come un organismo che non vuole perdere cellule, organi, arti, e via dicendo, combatte per la sopravvivenza e perciò non fornisce strumenti e informazioni per la crescita degli individui.

Non amando il cambiamento, le società non amano che le persone diventino autosufficienti e soddisfatte.

Se volessimo ad esempio vendere ghiaccioli in un Paese dove fa sempre freddo e nevica avremmo grosse difficoltà. Così come tenere in piedi un’azienda in un Paese dove c’è un alto tasso di corruzione non è come farlo dove regna una legalità diffusa.

Quindi le possibilità di realizzare qualcosa, nel Paese-ambiente in cui si vive, ha le sue potenzialità e difficoltà di base. Lo dimostrano tutte quelle persone che in Italia hanno stentato anche a sopravvivere, ma che hanno avuto un enorme successo all’estero.

Detto questo, è tutto in mano a qualcosa di esterno? No: si può imparare a realizzare desideri e obiettivi. Vediamo come.

Cosa vogliamo davvero?

Quante volte ci troviamo a desiderare qualcosa che, una volta ottenuta, perde subito di valore? Quante volte evitiamo di sistemare cose che in realtà sono fondamentali per la nostra esistenza, come prenderci cura dei nostri strumenti, del nostro corpo, della nostra anima? Quanto tempo perdiamo a rincorrere obiettivi che non ci rendono veramente più sereni e soddisfatti nel lungo periodo?

Ecco, a volte dovremmo renderci conto di cosa abbiamo veramente bisogno e cosa rappresenta in realtà solo un capriccio di un attimo, un desiderio assorbito dall’ambiente ma non veramente “nostro”. Ciò che non ci serve è quando il senso di appagamento svanisce e corriamo a rimpiazzarlo subito con qualcos’altro, creando spesso dipendenze tossiche.

Esempio. Voglio migliorare il mio tenore di vita e ho a disposizione 1000€. Come li posso spendere? Posso trascorrere un weekend a Ibiza, bevendo champagne e mangiando caviale, e mi sentirò ricco per un giorno. Ma potrei anche iscrivermi a un corso professionale che mi permetta di cambiare la mia situazione nel lungo periodo, come imparare una lingua straniera o un corso che mi insegni a fare meglio cose che mi assicurino una migliore libertà finanziaria. Una scelta assicura una ricompensa immediata e la soddisfazione di un giorno, l’altra invece ci soddisferà nel futuro.

Quindi, come prima cosa, bisogna imparare a guardarsi bene dentro, con tanto buon senso, immuni ai desideri artificiali che la società cerca di accollarci, e capire bene cosa migliorerebbe le nostre vite per periodi lunghi e in maniera duratura.

Questa è l’immensa differenza che c’è fra una ricompensa immediata (piccola, breve, estremamente volubile) e una ricompensa a lungo termine (solida, decisiva, che dura e migliora le nostre vite nel tempo).

Mettiamo alla prova i desideri!

Testiamoli questi desideri: cosa vogliamo veramente?

Vogliamo un oggetto per la sua funzione o per qualcosa di futile? Vogliamo essere ricchi o forse sentirci sereni? Magari la serenità non ci sarà data dall’ammazzarci dietro al lavoro, a ritmi stressanti e alla perdita della salute, magari ci basterà iniziare a meditare o fare del volontariato per sentirci più utili agli altri.

Domandiamoci seriamente:

  • ne ho davvero bisogno? (domanda che mi faceva sempre mio padre per convincermi a non comprare cavolate; strategia che utilizzo ancora oggi prima di acquistare qualsiasi cosa)
  • è veramente mio questo bisogno – desiderio – obiettivo?
  • è una moda? Fa parte della tradizione, valori o convinzioni di qualcun altro?
  • a cosa mi serve?
  • perché lo desidero?
  • cosa cambierà nel tempo? Mi darà un beneficio intenso e duraturo?
  • a quale costo?
  • mi aiuta a sentirmi meglio, più appagato, più sereno, più in armonia?
  • questo desiderio nasconde forse qualcos’altro, qualche altra mancanza o difficoltà?

Lasciamo passare del tempo e cerchiamo di sentire se il desiderio rimane.

Questione di percorsi

guarda-lontano-piccolaStabilito l’obiettivo molti di noi rimangono con quell’idea isolata in mente. Hanno un desiderio emozionante, ma non si preoccupano di capire come raggiungerlo.

Consideriamo anche che viviamo in una società che non è incline a farci realizzare le cose (scarsità  enorme di informazioni, risorse, valori, cultura del cambiamento, ecc.).

La società italiana crede (e ci spinge a credere) più nella botta di fortuna o nell’atto disonesto, piuttosto che nell’impegno, l’apprendimento e il sacrifico, con risultati che sono davanti gli occhi di tutti.

Non preoccuparsi del percorso è come sapere in quale luogo vogliamo arrivare per assistere a un evento importantissimo, lo vediamo segnato su un’ipotetica mappa sul nostro schermo, ma non clicchiamo mai “suggerisci indicazioni stradali”. Non congiungiamo il “dove siamo” con il “dove vogliamo arrivare”, e per questo non iniziamo mai il viaggio verso di esso.

Non congiungiamo il “dove siamo” con il “dove vogliamo arrivare”, e per questo non iniziamo mai il viaggio verso di esso.

Compiere un percorso è anche iniziare una trasformazione nelle conoscenze, nelle strategie d’azione e soprattutto nelle abitudini ad agire in un modo piuttosto che in un altro.

Il cambio di paradigma

Qui è il vero segreto per raggiungere degli obiettivi o realizzare i propri desideri. Prima si decide il cosa si vuole raggiungere, subito dopo ci si deve concentrare solo sul processo (o percorso) per arrivarci, suddividendolo in micro obiettivi. E per farlo bisogna costruirsi nuove abitudini (in un altro articolo ne parlerò più approfonditamente).

“Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi.”

– Albert Einstein

Bisogna anche dimenticarsi in un certo senso della ricompensa mentre si diventa professionisti del processo. È come in una situazione di causa-effetto. Il desiderio, sogno o obiettivo sono l’effetto; noi dobbiamo concentrarci nell’innescare e dare vita alla causa.

Se per esempio voglio cambiare il mio corpo per renderlo più sano non devo smettere di mangiare per due settimane, ma imparare a nutrirmi in maniera sana e allenarmi costantemente nel tempo. Ma noi cosa vediamo in TV, sulle riviste e sul web? Persone già toniche e asciutte; non vediamo mai il lavoro che c’è dietro e pensiamo sia tutto merito del caso o della genetica. Per questo non facciamo caso al processo per arrivare a qualcosa: non ce lo mostrano mai, anzi ci convincono che tutto sia molto rapido quando in realtà non lo è. Finisce che non ci prendiamo davvero la responsabilità di portare avanti un progetto, un processo, costruire delle abitudini nuove. E siamo sempre punto e a capo, più stanchi, insoddisfatti e scoraggiati.

Fare attenzione alle proprie abitudini, e imparare a trasformarsi, è più utile che passare il tempo solo a desiderare qualcosa. Bisogna imparare a comportarsi in un certo modo, fare innumerevoli piccoli passi e piccole scelte giorno per giorno, perché alla fine, sommando tutti quei passi fatti, si arriverà alla realizzazione del desiderio.

…alla fine, sommando tutti quei passi fatti, si arriverà alla realizzazione del desiderio.

Realizzare un desiderio è la conseguenza di un processo di scelte, rinunce e investimenti di risorse

Ottenere qualcosa di duraturo, importante, significativo è la conseguenza di innumerevoli azioni svolte, rinunce rispetto a vecchie e cattive abitudini, spostare innumerevoli investimenti di risorse (tempo, soldi, energie) in un senso nuovo. Una volta si definivano “sacrifici” ma ultimamente se ne sente parlare poco (che coincidenza!).

Si tratta di dire spesso “no” alle vecchie abitudini e sacrificarsi per costruirsene di nuove.

“…L’uomo semina un pensiero e raccoglie un’azione; semina un’azione e raccoglie un’abitudine; semina un’ abitudine e raccoglie un carattere; semina un carattere e raccoglie un destino…”

– Swami Sivananda

viaggio-piccolaPensiamo al discorso amicizie. Vogliamo studiare per imparare ad essere più professionali sul lavoro e guadagnare una promozione, ma abbiamo amici che ci invitano continuamente a uscire e ubriacarci. Il cosa sceglieremo volta per volta farà la differenza fra l’insignificante ricompensa di una sera e il raggiungimento di un obiettivo importante (e quindi a lungo termine). E le scelte di investire nel proprio futuro, modificando le proprio abitudini, saranno spesso impopolari.

Questo ci fermerà o no? Siamo noi a scegliere se costruire o no un futuro differente da ciò che viviamo in questo momento.

E tu cosa vorresti realizzare? Stai facendo fatica o stai investendo le tue risorse migliori? Raccontamelo nei commenti.

Cosa ne pensi?

Accordo Operativo Amazon

Il Flusso Magico partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, un programma di affiliazione che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it

Sblocca Il Contenuto Con i Pulsanti Sotto e Aspetta Qualche Secondo




Condividi con un amico