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Abilità Sviluppo Interiore

La Vera Meditazione Secondo Osho

“Medito così che la mia mente non complichi la mia vita.”— Sri Chinmoy
Meditazione deriva dal latino “meditatio” e comprende significati simili, a volte complementari. Nei testi antichi e sacri vengono chiamate “meditazione” cose differenti fra loro. C’è la meditazione della cultura greco-romana, quella delle religioni indiane, del buddhismo, del taoismo, al cui interno esistono altrettante variazioni. Meditare viene utilizzato negli ultimi decenni come metodo per calmare la mente e trovare una miglior concentrazione, ampliare la propria consapevolezza e migliorare il proprio stato energetico. Può essere fatta in molti modi e con scopi differenti.

Anche la scienza recentemente ha confermato i benefici della meditazione a livello psico-fisico: le scansioni cerebrali rivelano risultati quasi miracolosi fra il prima e il dopo di questa attività. Tra gli effetti più interessanti si notano di riduzione del dolore e della sofferenza, miglioramento degli stadi depressivi, miglioramento delle facoltà cognitive come concentrazione, memoria, capacità di scelta, sopportazione dello stress.

Meditazione e società di massa

Se ha questi effetti così incredibilmente benefici per l’uomo, e se si riscontra un ritorno a questa pratica, perché la meditazione non è un’attività tanto diffusa? Innanzitutto perché la nostra cultura si basa su un modello di società di massa con determinati valori e abitudini che di fatto escludono la meditazione dalla giornata tipica dell’individuo.

Infatti la meditazione ha bisogno del giusto spazio, del giusto tempo e delle giuste risorse mentali per essere praticata. Tutte cose che, purtroppo, non incontrano il classico stile di vita frenetico e nevrotico dell’Europa occidentale. Inoltre, visto che si può fare in tanti modi ed ha significati diversi, non si capisce bene cosa sia esattamente meditare: troppe opzioni creano immobilità. In questo caso ci vengono incontro alcuni suggerimenti di Osho.

Si sente spesso dire che per semplificare la meditazione basta farlo sulla ripetizione di un mantra o concentrandosi sul respiro. La prima opzione, in verità, mi sembra assomigli ad una sorta di autoipnosi e non mi convince molto. La seconda credo sia più vicina alle dinamiche universali degli opposti: espansione e contrazione, luce e ombra, amore e paura.

Per Osho meditare non è fare qualcosa, anzi, è saper stare senza fare nulla. Questa sembra essere la cosa più difficile da fare in una società come la nostra in cui essere impegnati è quasi un obbligo e chi sta senza far nulla viene giudicato male.

L’uso dei social, degli smartphone e delle app ha diffuso il bisogno di novità rappresentato dalla ricezione delle notifiche e dal rimanere “collegati” e “in contatto”. Tutto questo è uno stimolante e un attrattore di adrenalina e dopamina, sostanze che allontanano la noia ma anche il senso di pace interiore. Siamo diventati tutti dipendenti da questi continui stimoli senza rendercene conto.

La vera meditazione secondo Osho

Tralasciando il fatto che uno stile di vita simile, in realtà, ci ha allontanato gli uni dagli altri più che unirci, vediamo come meditare davvero secondo Osho. Tutto il segreto della meditazione sta nel suo sinonimo, ovvero nel contemplare. Contemplare sé stessi con un atteggiamento di accettazione, con compassione, lontani dal giudizio cinico e vicini all’osservazione serena.

Si tratta di osservarsi e rimanere con sé stessi, con gentilezza ed è davvero tutto qui, secondo Osho. Concentrarsi sul respiro o su un mantra è come fuggire all’esterno di noi stessi, è un modo diverso di mantenersi occupati. Osho ci spiega che meditare sul respiro o su qualunque altra cosa esterna dissipi energia anziché aumentarla: ci scarichiamo anziché ricaricarci. Credo che abbia comunque i suoi benefici, magari minori rispetto alla meditazione di cui parla Osho, ed è comunque un inizio.

“La capacità di osservare senza giudicare è la più alta forma di intelligenza.”— J. Krishnamurti

Come ogni attività che si vuole cominciare suggerirei di meditare in maniera progressiva in termini di tempo. Si può iniziare con 5 minuti al giorno, per una settimana, utilizzando un timer. Poi passare a 7, poi 10 e via dicendo, abituandosi gradualmente a questa attività.

Ci sono molti maestri che suggeriscono di meditare sfruttando ogni minuto per farlo: quando siamo in fila alle casse del supermercato, quando siamo in attesa al telefono, quando siamo in ascensore. Consigliano anche di meditare frequentemente con piccole pause sul lavoro, visto che per ricollegarsi a una parte profonda di sé bastano pochi istanti di pace.

Meditare è un’attività difficile da praticare in una società come la nostra, ma che, se fatta nel modo giusto e con la giusta costanza, ci ricompensa con un grande senso di equilibrio, serenità, energia e felicità. Risorse preziose che tutti inconsciamente vorremmo avere ma che dimentichiamo spesso di coltivare.

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